Sono particolari fenomeni di erosione che presentano “un corpo” di terra sormontato da un “cappello” roccioso e questi massi sono di varie dimensioni. Vengono così chiamati dai valligiani perché sembrano erigersi come castelli imponenti, alcuni sono alti dieci metri, vengono nominati come pere a ciapel (pietre con il cappello) o come pilon ‘dl masc (torre della strega).


Nelle Valli di Lanzo si trovano solo in Val Grande, nel Vallone del Rio Paglia, ma queste particolari sculture naturali si trovano anche a Villar vicino a Dronero, in provincia di Cuneo, noti come ciciu ‘d pera oppure in Francia “les dames coiffées” (le signore con la cuffia) nonché di particolare interesse in Turchia, nella Cappadocia detti “camini delle fate”. Si tratta in verità di strutture plasmate nel corso dei millenni e sono il frutto del lento lavoro di erosione del vento e dell’acqua. Il processo di formazione è molto lungo e può avvenire solo in particolari condizioni, quando si ha un particolare terreno.
Il masso superiore che forma il cappello di questi originali “funghi di pietra” è di roccia compatta che, resistendo agli agenti atmosferici, ripara il terreno sottostante dal dilavamento. Questo terreno è formato principalmente da sabbia e ghiaia compattatesi nei millenni ma poco resistenti all’azione dell’acqua e la notevole infiltrazione del terreno agevola la formazione, lenta ma costante dei castej d’le rive.