Dentro il Cantiere di Monte Basso: cifre, attori e sfide tecniche
Non solo una manutenzione, ma un'operazione di ingegneria da 6 milioni di euro per salvare la Variante di Lanzo. Ecco l'analisi dettagliata basata sui documenti ufficiali.
Lo stato della galleria di Monte Basso al momento della chiusura dopo le forti piogge. Foto Città Metropolitana di Torino
1. L'Investimento e l'Aggiudicazione
I numeri parlano chiaro: la messa in sicurezza della galleria non è un intervento di facciata. Secondo la Determina Dirigenziale di affidamento, l'importo complessivo dei lavori ammonta a 6.070.047,40 euro.
Identikit del Progetto:
- Impresa Esecutrice: Giuggia Costruzioni s.r.l.
- Durata Contrattuale: 209 giorni naturali e consecutivi.
- Codice Pratica Idrica: A/1413 (Rinnovo attingimento Stura di Lanzo del 29/01/2026).
L'appalto, gestito dalla Città Metropolitana di Torino, rientra nel piano straordinario di manutenzione dei tunnel stradali finanziato dal Ministero delle Infrastrutture, resosi necessario dopo i sopralluoghi tecnici del 2023 che avevano evidenziato un rischio concreto di distacchi della calotta.
Ditta Giuggia in sopralluogo, ora a capo del cantiere. Foto Città Metropolitana di Torino
2. Perché la chiusura totale?
A differenza della riapertura parziale avvenuta nell'estate 2025, l'attuale fase richiede l'assenza totale di traffico per motivi di sicurezza e operatività. Le criticità rilevate nel 2023 sembravano fossero di facile risoluzione con problemi rilegati alla prima fascia di contenimento della calotta ma grazie ad analisi più approfondite, è stato evidenziato un profondo sistema di infiltrazione dell'acquifero. Una situazione grave che non permetteva il regolare utilizzo dell'opera in sicurezza. I documenti tecnici descrivono un intervento "invasivo" che si articola su due fronti:
Impermeabilizzazione
Iniezione di miscele cementizie e resine poliuretaniche nel retro-rivestimento per sigillare le infiltrazioni dalle falde del Monte Basso.
Drenaggio
Installazione di "canali di gronda" interni per intercettare l'acqua residua e portarla ai nuovi collettori di scarico.
Il rinnovo della licenza di attingimento acqua dal Torrente Stura (Pratica A/1413 pubblicata sul B.U.R. Piemonte il 29 gennaio 2026) conferma che le attività di consolidamento tramite idro-demolizione e betonaggio sono nel pieno della loro operatività, smentendo le voci di un cantiere fermo. Oltre all'intervento di messa in sicurezza, vi è anche un fattore di aggiornamento dell'infrastruttura con nuova segnaletica, illuminazione a LED ed un impianto di ricircolo dell'aria, totalmente assente in precedenza.
L'Incognita Estate: Il rischio paralisi
Con l'avvicinarsi della stagione turistica, la gestione della SP1 entra in una fase critica. Se la Galleria Monte Basso rimarrà chiusa fino all'estate 2026, il territorio dovrà affrontare una prova di resistenza senza precedenti.
Il problema non è solo il cantiere, ma il "collo di bottiglia" di Germagnano e Lanzo. La nuova rotonda in costruzione, già criticata per la sua scarsa utilità, se non per un flusso minimo di utenti che si immettono nella strada secondaria verso il centro dell'abitato, rischia di trasformarsi nel punto di rottura definitivo per il traffico estivo.
Stato dei lavori qualche mese fa, ora ripartiti. Foto Giornale La Voce.
Sovrapposizione dei Flussi
Pendolari e turisti, soprattutto in periodo estivo, andranno a "collidere", con ben 4 rotonde tra Germagnano e Lanzo. Diversi flussi in ascesa e discesa a creare il caos.
Tempi di Percorrenza
Nei weekend estivi, le code a Germagnano possono aggiungere fino a 30 minuti di attesa, scoraggiando il turismo "mordi e fuggi", già decisamente penalizzato dalla chiusura di Monte Basso.
Il caos già presente nel periodo estivo con i colli di bottiglia nelle rotonde di Germagnano e Lanzo, andranno ad accentuarsi maggiormente con l'apertura di una nuova rotonda, soprattutto se non verrà riaperta la galleria di Monte Basso. Si vive con la costante opposizione all'agevolazione del traffico verso le Valli.
Code chilometriche in periodo estivo con caos per i villeggianti e abitanti delle Valli. Foto Torino Cronaca
3. Il Controllo e la Riapertura
Le criticità sui pendolari e sui turisti non sono da sottovalutare e l'impatto socio-economico è stato ed è tutt'ora devastante per un'economia piuttosto debole come quella delle Valli di Lanzo. Impressionanti le code chilometriche nel periodo estivo, le quali talvolta partivano dalle alte Valli, con tempi di percorrenza di ore anche solo per per percorrere pochi chilometri. Le pressioni politiche sono costanti. La Città Metropolitana ha ribadito in diverse sedi istituzionali (inclusi i recenti question time in Consiglio Metropolitano) che la sicurezza dell'utenza è la priorità assoluta. La riapertura, stimata tra la primavera e l'estate 2026, sarà preceduta da una fase di collaudo degli impianti tecnologici.
Nota della Redazione: I dati qui riportati sono estratti dalle Ordinanze di Viabilità (SP1) e dai comunicati ufficiali del Dipartimento Viabilità e Trasporti della Città Metropolitana di Torino.