Appagante escursione ad anello in un ambiente incontaminato, popolato da numerosissimi camosci. Il percorso, in buona parte su sentiero GTA (Grande Traversata delle Alpi) - SI (Sentiero Italia), è adatto anche a escursionisti poco esperti.
Da Lanzo Torinese proseguire in direzione di Germagnano, Pessinetto e Ceres. Continuare lungo la provinciale della Val d’Ala fino a Balme dove, prima dell’abitato, ha inizio una strada in discesa che porta alla frazione Cornetti. Parcheggiare l’auto nel piazzale in fondo al borgo.
Imboccare l’evidente sterrato che in cinque minuti circa conduce all’antichissima frazione Frè, un tempo famosa insieme ai Cornetti per la sua attività mineraria (il toponimo Frè significa appunto fabbri).
Terminata la carrareccia, attraversare il torrente e inoltrarsi in un rado boschetto di larici; guadando nuovamente il corso d’acqua alla fine della vegetazione si raggiunge l’Alpe Pian Salè (1580 m, 30 minuti) che sorge tra pascoli e rocce montonate. Da qui proseguire verso sinistra in un boschetto di larici: si accede così all’incassato e selvaggio Vallone di Paschiet.
Con marcia regolare e poco faticosa si superano due alpeggi e, tralasciando la deviazione per il Lago Paschiet, si prosegue per il pianoro in cui sorge l’alpe pian Buet (2006 m, 1,20 h): dall’alpeggio salire tra la fitta vegetazione e in circa 40 minuti, superando un colletto, si entra in vista del limpido Lago Verde Inferiore (2142 m).
In pochi minuti si raggiunge anche il Lago Superiore (2154 m), dalla caratteristica forma allungata: entrambi sorgono in una selvaggia conca dominata dalla rocciosa Torre d’Ovarda, dalla Punta Golai e dalla cima Chiavesso e devono il nome al colore delle loro acque.
Poco a monte (10 minuti dal Lago Superiore) sorge il bivacco Gino Gandolfo (2300 m), nelle cui vicinanze sono anche visibili i ruderi del vecchio rifugio S.A.R.I. costruito nel 1911 per favorire l’accesso alle montagne della zona e distrutto durante la Seconda Guerra Mondiale.
Dal Lago Inferiore tralasciare la via di salita e portarsi su un colletto, superando il quale si entra in vista del Lago Paschiet. Scendere per circa venti minuti lungo un pendio di ontani e rododendri, fino a raggiungere le sponde di questo bacino lacustre dalle acque scure ma limpide, adagiato nella parte bassa del pietroso e selvaggio Vallone degli Ortetti.
Prima di metterti in cammino nelle Valli di Lanzo, assicuratevi di avere l'attrezzatura corretta. Abbiamo preparato una guida completa per non dimenticare nulla.
backpack Leggi la Guida AttrezzaturaDall’ampio pianoro del Lago Paschiet portarsi sulla destra rispetto al Vallone degli Ortetti e intraprendere la discesa su un pendio di ontani e rododendri che spesso impediscono d’individuare il sentiero; in breve si arriva ai casolari dell’Alpe Paschiet, da cui in pochi minuti si raggiunge il sentiero percorso in salita: all’altezza del bivio per il Lago Paschiet (che all’andata era stato tralasciato) si prosegue per la via di salita.
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download_for_offline Scarica GPX ItinerarioFonte testi e foto: www.cailanzo.it e Gulliver.it
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